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08/02/2019

I settori giovanili servono ad insegnare

I settori giovanili servono ad insegnare
I settori giovanili di qualunque sport servono ad insegnare i fondamentali e, soprattutto, a far esprimere ai ragazzi le loro doti naturali, aiutandoli a scoprirle. Ne parla Ermanno Ferrari, uno dei più importanti tecnici italiani di calcio, all'indomani della mancata qualificazione della Nazionale di calcio agli scorsi Mondiali, in uno sfogo raccolto da Gianluca di Marzio, uno dei più preparati giornalisti sportivi italiani, sul suo sito www.gianlucadimarzio.com. Condividendone i contenuti, ne consigliamo vivamente la lettura.

"Se ne accorgono tutti ora che il calcio italiano è in sofferenza. No amici miei, è morto da un pezzo in una sala della Fifa, ma non ve lo hanno detto. È stato ammazzato dal potere, dai soldi, dai genitori che pensano di avere Del Piero come figlio, da presunti allenatori che pensano solo a vincere, dalle nuove regole, dalle scarpe personalizzate, dai papà che pagano le società per far giocare il proprio figlio. I settori giovanili sono culle di piccoli presuntuosi, viziati, gasati, senza midollo….

I settori giovanili servono ad in-se-gna-re. Chiaro il concetto? Come le scuole elementari. Pensate se due maestre di prima elementare si mettessero a fare gara su chi ha gli studenti più intelligenti o quelli che potrebbero vincere le olimpiadi della matematica: un disastro. Ecco, questo è quello che succede oggi. Non si insegnano più i fondamentali, che quelli della mia generazione imparavano giocando per strada col pallone rubato a chissà chi. I bambini non sanno stoppare, dribblare, saltare l’uomo, tirare in porta, posizionarsi bene col corpo per difendere. Non hanno coordinazione, grinta, voglia, amore. Giocano a calcio perché il papà aveva il sogno di farlo diventare il nuovo Paolo Rossi e non perché ci credono davvero. Nei settori giovanili si insegna che si deve vincere, ad ogni costo. Si acquistano ragazzini fisicati ma dai piedi assai mediocri perché i loro coetanei sono ancora gracilini, novelli puledrini nati da poco, e con il fisico fai supremazia e vinci le partite.

Gli allenatori non hanno preparazione, che deve essere mirata in relazione all’età del ragazzo: voi credete che un insegnante possa andare bene per qualunque classe? Una maestra può insegnare al liceo o al professionale o all’università? No no cari miei. Nell’età fondamentale delle elementari (e dei settori giovanili) l’insegnante deve essere specifico in relazione all’età del bambino. Ho visto far fare preparazioni muscolari a bimbi di 8/9 anni che i muscoli li hanno solo sulle dita per spingere i tasti della Playstation. Ho sentito dire a certi allenatori di “tenere la linea del fuorigioco, di attaccare la porta, di fare le diagonali e gli schemi sui calci d’angolo a ragazzi del 2006. Duemilaesei, dodici anni. Dodici. A quell’età ti dovrebbero dare un pallone e dirti di fare quello che vuoi, di divertirti, di esprimere le tue doti naturali, quei doni eccelsi che avevano Totti, Pirlo, Lentini, Maradona, Maldini. La libertà di esprimere se stessi. Oggi, in un modo o nell’altro siamo tutti schiavi di un sistema, perciò non stupitevi se siamo usciti dalle qualificazioni. Ce lo siamo meritato...".



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