Un volpino al Trofeo dei Tre Mari: Claudio convocato in selezione regionale
Un bimbetto di nemmeno dieci anni che vuole provare a giocare a pallavolo. Che facciamo? Beh, mettiamolo con gli altri bimbetti di nemmeno dieci anni che fanno minivolley e vediamo se gli piace. Semplice, no? Eh, no. Non è così semplice se accanto al campetto da minivolley proprio in quel momento c’è un allenamento “vero” di un gruppo di ragazzini più grandi e quel bimbetto ha una determinazione quasi sfacciata e una voglia di giocare “davvero” a pallavolo tale da indurlo a superare ogni ostacolo, di qualunque natura esso sia. Men che meno se l’ostacolo è giocare con “quelli più grandi”: figurati se a un soggetto simile la circostanza lo spaventa…
La precocità è stata una caratteristica di Claudio sin dal primo giorno che lo abbiamo visto (e siamo stati “costretti” a farlo giocare con i più grandi). Ma non è una precocità fine a sé stessa: l’impeto di imparare e di diventare sempre più bravo col pallone tra le mani, la passione per questo gioco, crescente al punto da diventare una ragione di vita, lo hanno portato a bruciare le tappe, sospinti da un talento che, lo si è capito subito, è fuori dal comune. Fosse per lui starebbe in palestra ventiquattr’ore su ventiquattro. A volte è così determinato che ci chiediamo se sia il caso di porre un freno, per evitare che esageri. Fosse facile. E come lo freni uno così?
In men che non si dica si è messo in luce tanto nei campionati giovanili, quanto in quelli di serie. Quello slancio bruciante di migliorare, che abbiamo avuto la fortuna di avere per primi tra le mani e di poter aiutare a coltivare sotto la guida dei nostri meravigliosi tecnici, lo hanno visto subito anche i tecnici federali: Claudio è uno dei prospetti più interessanti del panorama pallavolistico pugliese.


